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Qualcosa in cui credere

MLK Claudio Belotti

Il 23 agosto del 1963, più di 250 mila persone andarono a Washington per ascoltare Martin Luther King. Non c’era Facebook, Internet, Twitter, Whatsapp… come avrà fatto a riunire così tante persone?

Chi lavora nel mondo della formazione sa che la cosa più difficile non è fare un buon corso, ma riempire le aule. La cosa interessante, è che ci sono Trainer che hanno folle così grandi da non trovare sale abbastanza spaziose, e altri che fanno fatica a trovare anche pochi partecipanti…

Come mai?

A mio avviso, la differenza più grande, è che questi pochi grandi professionisti hanno qualcosa in cui credono.

Il loro messaggio non è solo importante, è anche spinto da una grande energia, quella di chi crede in ciò che fa. In un momento così difficile per tutti, con grandi incertezze e sfide, chi crede è magnetico.

Non parlo di fede religiosa, mi riferisco alla fede in te stesso, nelle possibilità future, nelle soluzioni che non abbiano ancora trovato…

Durante quest’ultimo fine settimana, più di 600 persone hanno investito denaro e tempo per creare un piano d’azione per il loro futuro. Li ho visti con i miei occhi, ascoltati con le mie orecchie e abbracciati con il cuore; come sempre è stato emozionante.

Queste persone si sono allontanate dalla loro famiglia, dal loro lavoro… e sai perché? Perché credono nelle loro possibilità, e soprattutto, credono in chi li sta aiutando a crescere e migliorare.

Nel prossimo week end un numero più piccolo farà lo stesso. Succede in molte città quasi tutti i giorni. Io ti racconto solo di quello che vivo, anche se so che ci sono tante altre realtà in giro per il mondo.

Pensare a questo, mi porta a credere sempre di più. Sono sempre stato ottimista e nel tempo questa emozione cresce. Credo che possiamo fare tanto, e credo che se ci mettiamo insieme facendo squadra, possiamo risolvere qualsiasi cosa.

L’importante è circondarsi, sia fisicamente, sia virtualmente, di persone positive. Sei sempre esposto all’energia delle persone che frequenti, positiva o negativa che sia.

Scegli bene.

Credi sempre in qualcosa, non aver fede, è una forma di fede.

Scegli bene.

Decidere di vivere la vita come tu la vuoi, è una decisione; anche non deciderlo è una decisione.

Scegli bene.

Puoi prendere in mano la tua felicità, o lasciarla in mano altrui.

Scegli bene.

Puoi creare te stessa, o farti creare.

Scegli bene.

Io ho tante cose in cui credere, e mi piace un sacco.

Love on ya!

Claudio

 

 

 

 

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Siamo la coppia più bella del mondo…

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Claudia Mori mi è sempre piaciuta. Oltre al fatto che è una bella donna, l’ho sempre immaginata come una tosta ma femminile; che sa tener testa a suo marito ed è anche dolce, romantica e passionale. Un po’ come mia moglie Nancy.

Ultimamente le cose che condividiamo di noi sui social, hanno grande riscontro. Abbiamo iniziato per tenere aggiornati i nostri famigliari sparsi per il mondo e la cosa si è ingrandita.

Molte persone ci dicono che vedendoci sono ispirate a creare qualcosa di speciale nella loro relazione, o almeno a sperare di poterlo fare quando ne avranno una. Condividiamo per il piacere di condividere e, ovviamente, sapere che possiamo essere di esempio ci onora.

Alcune persone dicono che è troppo bello per essere vero. Pensano che il nostro sia un ostentare per fare un po’ di marketing. Dicono che è poco credibile e che, anche se fosse vero, prima o poi finirà. Pensano che dovremmo evitare di metterlo in piazza perché quando passerà, poi dovremmo gestire la cosa in pubblico.

Trovo queste considerazioni molto affascinanti, mi fanno ragionare su come la gente pensa…

Per chiarezza vorrei dire, ancora una volta, un paio di cose. Non è tutto oro quello che luccica, di fatto la nostra relazione non è perfetta. Io però penso che luccichi tutta, anche se non è tutta d’oro. Cioè, ci sono cose meno belle ma fanno parte della realtà di un matrimonio.

Siamo insieme da 15 anni. Tutti intensi, nel bene e nel male. La nostra è una storia che inizia come nei film. Dopo un anno a distanza (durante il quale ci siamo sentiti via mail, posta cartacea e telefono tutti i giorni, cioè tutti i giorni facevamo tutte e tre le cose), Nancy ha lasciato San Francisco per venire in Italia (cioè a Bergamo!).

La favola è iniziata bene e poi è arrivata la realtà, dove non si vive per sempre felici e contenti. La vita, il lavoro, la famiglia, i figli e il resto hanno preso il loro spazio.

Siamo due teste di legno, convinti delle nostre idee, con due culture completamente diverse. Inoltre, parliamo e litighiamo in inglese che rende tutto più complicato.

Ci amiamo tanto e l’anno a distanza con conversazioni infinite ha dato una base molto solida. Nonostante questo, il nostro rapporto, se non fosse che, abbiamo figli e una passione/intimità/fisicità enorme, probabilmente sarebbe finito. Non ne sono sicuro perché ci amiamo davvero, ma ci siamo andati vicini un paio di volte.

Nel momento più buio, ci siamo rivolti a un counselor su richiesta di Nancy. Idea che inizialmente, ho rifiutato per testardaggine, ma che poi ho accettato perché perderla sarebbe stato troppo stupido.

Durante gli incontri abbiamo ingoiato orgoglio, ferite e la voglia di manipolare le sessioni. Nancy ed io, abbiamo competenze enormi che ci facevano venir voglia di influenzare il processo a nostro vantaggio, cosa che non abbiamo fatto perché eravamo lì a imparare e ad arrenderci, non a cercare di aver ragione.

I litigi di questi 15 anni non si possono contare. Le notti in bianco o sul divano numerose, e so che ce ne saranno ancora tante.

Ci sono cose di cui non sono fiero, che ho detto, fatto e pensato di cui mi vergogno. Non ci siamo mai insultati o mancati di rispetto, né tantomeno abbiamo usato le mani (quelle le usiamo in altri momenti per fare altro), ma ti lascio immaginare cosa succede quando io e lei siamo incazzati neri.

Nessuno al mondo riesce a farmi arrabbiare, soffrire e dubitare di me stesso come fa lei. Non a caso è l’unica donna che ho pensato di sposare, e poi l’ho anche fatto.

La nostra vita non è perfetta, e ovviamente non lo è la nostra relazione. Abbiamo molto da migliorare come partner. Tralascio l’argomento figli, perché come genitori siamo un “work in progress”. Molto più work che progress.

Quello che abbiamo è tanto amore, passione e voglia di crescere insieme. Condividiamo i nostri momenti felici con voi perché delle litigate non abbiamo foto da pubblicare.

A parte gli scherzi, pubblichiamo le nostre foto perché ci piace condividere con i nostri amici e partenti sparsi in tutto il mondo, anche se ammetto che i likes riempiono i nostri ego di felicità.

Detto questo, se in qualche modo rendiamo più bella la tua giornata, ti facciamo sorridere, pensare alle tue passioni o credere che si possa vivere meglio, mi fa molto piacere, siamo davvero onorati.

Se ti sembra poco credibile, mi dispiace. Forse dovresti rivedere le tue convinzioni o forse dovresti togliermi l’amicizia, così non vedrai più questi post melensi e potrai focalizzarti su altre cose più vicine al tuo modo di pensare.

Per chiudere, vorrei condividere con te un paio delle mie convinzioni.

Non è tutto oro quello che luccica, ma se lo pulisci bene, anche l’ottone luccica. Noi non siamo benedetti dal Signore, ci impegniamo tutti i giorni per avere quello che abbiamo.

Puoi avere una relazione passionale nel tempo, con alti e bassi, ma è possibile. Per sempre? Quello non lo so, ti farò sapere, nel frattempo seguici sui social per essere aggiornato 🙂

Nulla è gratis o automatico, nemmeno l’amore, e questa è una bella cosa. Se fosse così, non ci impegneremmo, saremmo fermi e pigri. Io me la sono scelta difficile (e anche lei, credimi), ma mi obbliga a migliorare. Se non fosse per lei, non sarei l’uomo che sono e che diventerò.

Certo, a volte non ne ho proprio voglia, ma l’alternativa non mi piace proprio.

Io non ci penso proprio ad avere una vita di coppia senza: energia, passione e complicità. Che senso avrebbe avere un matrimonio così? A quel punto torno a essere single e a cazzeggiare in giro.

Io ho avuto la fortuna di trovarla la donna giusta, ma per tenerla, la fortuna non basta.

Love on ya!

Claudio

 

 

 

 

 

 

Fine e inizio anno

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Le feste di fine anno dovrebbero darci tempo per riposare, stare con i nostri cari e fare il punto della situazione.

La frustrazione delle cose che non siamo riusciti a fare, può portare motivazione per far meglio. La felicità di aver raggiunto i nostri obiettivi, può darci motivazione a continuare e fare ancora di più.

Nelle giornate antecedenti allo straordinario corso, Date with Destiny di Tony Robbins, con gli altri Trainer parlavamo del fatto che secondo noi i risultati dipendono anche dagli standard che hai. Quello che per me è un risultato per te potrebbe non esserlo e viceversa. Ci sono cose che per te sono normali o speciali, ma per altri non lo sono.

Come la PNL ci ricorda molto bene, è davvero tutto soggettivo.

Come è andato il tuo 2014? Che parametro usi per giudicarlo?

Un dato chiaro è che, la maggior parte degli italiani fa gli stessi buoni propositi per 3/5 anni, per poi rassegnarsi alla vita che vive. Purtroppo solo una minoranza definisce i suoi goal e soprattutto fa qualcosa per renderli reali. I primi invidiano i secondi; quest’ultimi, se vedono altri che fanno meglio di loro, li modellano per fare meglio.

Credo nell’autodeterminazione dei popoli, e quindi anche degli individui. Credo che la miglior vita sia “la vita come TU la vuoi”. Non sta a me, né a nessun altro, darti indicazioni su quello che dovresti volere. Posso però aiutarti nell’ottenerlo.

Sono e faccio il Coach. Il mio lavoro consiste nell’aiutarti a capire cosa vuoi, e soprattutto, nel trovare i modi migliori per ottenerlo per poi goderne a pieno.

In un recente articolo il Prof. Oettingen della Università di New York, parla di alcuni aspetti del goal setting che condividerò alla nostra giornata “Obiettivi!”. Visto che, non tutti riusciranno a venire, ne scrivo alcuni qui. 

Non fermarti al sogno

Se mi conosci sai che dico spesso: “non hai abbastanza fantasia per immaginare cosa puoi fare nella vita”. Lo dico per ricordarlo a me stesso perché io ne sono la prova vivente. Sognare è bello e utile, ci serve per andare oltre i limiti che sono sempre (sì sempre!), irreali. Chi sogna troppo, spesso poi non fa. Utilizza il sogno per aprire la mente, ma poi svegliati e agisci.

Usa immagini

Visualizzare è utile e funziona! Se puoi, disegna ciò che vuoi oppure usa immagini che trovi sulle riviste.

Nancy è una grande fan del collage perché funziona. È un modo semplice per fissare le immagini dei tuoi obiettivi su carta. Basta prendere un cartoncino formato A3 o più grande, e incollarci sopra delle foto che rappresentano ciò che vuoi. Metti questo collage da qualche parte, dove sia ben visibile, in ufficio o a casa. Ogni volta che lo vedrai, ricorderai alla tua mente (conscia e inconscia) cosa stai cercando di rendere reale. Il meccanismo è semplice e per questo efficace.

Fai tante piccole cose

Sono le abitudini che cambiano tutto, non le azioni sporadiche. Vuoi cambiare la tua vita? Bene decidi di:

  • iniziare qualcosa che non fai
  • smettere di fare qualcosa
  • fare qualcosa di più
  • fare qualcosa di meno.

Io ho iniziato ad andare a correre regolarmente, riposo di più e mangio meno grano. Con questi piccoli accorgimenti la mia salute è aumentata moltissimo e non ho dovuto stravolgere la mia vita.

Se decidi una o più di queste 4 cose rendendole vere abitudini, cioè azioni che fai tutti i giorni (o quasi), il tuo nuovo anno sarà memorabile.

Ricorda: meglio fare piccole cose che non fare.

Il vero segreto è questo. Fare, magari poco, ma fare.

Ti auguro un 2015 memorabile. Uno di quegli anni che vanno oltre ogni più tua ottimistica previsione!

Love on ya!

Claudio

 

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I soldi buttati nella formazione

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In questi ultimi mesi, come succede sempre in questo periodo dell’anno, ho fatto tantissimi corsi. Nella maggior parte in veste di Trainer in alcuni di partecipante.

Ho tenuto corsi nostri, sono stato guest speaker in corsi altrui o di nostri partner, e per ritornare alle origini mi sono messo seduto a imparare. Tra poco parto per gli USA, dove sarò nel team che lavora con Robbins a uno dei suoi corsi più belli.

Ho visto migliaia di persone solo in questi pochi mesi. Davvero tanta gente. Tutta motivata, tutti che vogliono crescere e migliorare. Alcuni che spendono male i loro soldi, altri che li investono bene.

A dire il vero, secondo me, alcuni li buttano proprio.

Purtroppo, sono diversi quelli che pensano che frequentare un corso cambi la vita. È un po’ come chi compra un libro pensando che farà lo stesso, senza leggerlo.

Frequentare i corsi non serve a niente, se non applichi quello che impari.

Sono sempre molto incuriosito da quelli che si riempiono la bocca, o la parete di attestati, di corsi frequentati, e non hanno messo in pratica un bel niente.

Siamo sinceri, tutti soffriamo di amnesia da formazione. È quella sindrome, che noi che viviamo in quel mondo conosciamo. I sintomi sono semplici, usciti dall’aula dove si è tenuto il training, ci si dimentica tutto e si torna alle vecchie abitudini.

Chi come me è in giro da anni, riconosce il volto di quelli che sono sempre lì. Non lì ai corsi, ma lì nella loro vita. Hanno frequentato tutto, letto tutto, ascoltato tutto, però vivono allo stesso modo.

Citano i libri meglio di te, incluso quelli che hai scritto tu, ma ahimè non hanno applicato niente.

Sarebbe più utile e meno costoso se avessero letto un solo libro (o frequentato un solo corso), e avessero messo in pratica qualcosa di quello che hanno imparato.

Se mi conosci, sai come la penso. Non serve stravolgere tutto subito. Basta fare qualcosa, anche piccolo, ma farlo adesso e continuare a farlo con costanza.

Forse prima di frequentare il prossimo corso, acquistare l’ennesimo libro, varrebbe la pena sfruttare quello che hai imparato dall’ultimo. O dal primo, secondo, terzo…

Ho fatto anche io l’errore di impilare libri non letti, e manuali di corsi mai messi in pratica. È normale. L’importante quando fai un errore, è imparare da esso.

Fai qualcosa che hai appreso da qualche corso o libro, qualcosa che ti è sembrato davvero utile. Poi fai la seconda cosa. Poi la terza… poi quando stai per finirle, ti aspettiamo al prossimo corso o in libreria per il prossimo libro.

In questo modo sarai sicuro di non avere buttato via soldi e tempo.

Love on ya!

Claudio

 

 

 

Mediocrità, normalità e pionieri

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In questi due ultimi week end ho visto tante belle persone.

Al “NLP Master Practitioner” e a “Riparto da Zero” ho incontrato gente risoluta a migliorare, crescere, trasformare la propria vita.

Diciamoci la verità, la maggior parte delle persone si alza la mattina per fare un lavoro che detesta in attesa che arrivi la sera, il week end, le ferie e la pensione…

La mediocrità è ovunque, è in chi preferisce nascondersi in una vita insoddisfacente mentendo a sé stesso, invece di fare qualcosa per cambiare.

Lo stesso vale per la normalità così sopravvalutata. Si vuole essere nella norma per “fit in” evitando di differenziarsi, di essere unico, per essere accettati dagli altri che però sono insoddisfatti di quello che sono e fanno.

La nostra è una società buffa. All’inizio, come per esempio a scuola, giudichiamo male chi si differenzia, ma poi lo celebriamo come leader.

Critichiamo e cerchiamo di cogliere in fallo chi fa meglio di noi, chi è più: felice, ricco, soddisfatto…

Crediamo alle bugie di chi ci dice che non siamo abbastanza bravi, intelligenti o altro, dimenticando che lo dice perché preferirebbe che rimanessimo al suo livello, invece di vederci crescere. Ci scagliamo contro chi vuole uscire dalla massa invece di supportarlo, celebrarlo e prenderlo come esempio.

Ci lasciamo bloccare dalle nostre paure di fallire o di essere giudicati. Giudichiamo a nostra volta gli altri, sperando nel fallimento di chi invece le affronta.

Ci consoliamo con una delle più grandi stronzate mai dette: “mal comune mezzo gaudio”.

Non a caso ci circondiamo di persone che, come noi, hanno una bassa autostima, una vita nella norma e un futuro infelice ma sicuro.

Freud diceva che le persone barattano un po’ di felicità per un po’ di sicurezza. Che spreco!

Ho sempre sopportato male gli sprechi. E pure i criticoni.

Ecco perché adoro la formazione e il coaching. Mi immerge in luoghi pieni di persone che vogliono massimizzare le proprie risorse e che apprezzano chi vuole fare e crescere.

In questi week end ho conosciuto gente che non vuole essere normale e guarda chi eccelle con ammirazione. Ho visto persone che amano quello che fanno e lo fanno con passione. Ho parlato con donne e uomini che sono disposti ad avere paura, a rischiare e ascoltare le critiche dei mediocri. Ho sentito la loro forza vitale, quella forza che spaventa chi non la conosce, o magari l’ha persa per strada.

La vita di molti è brutta. La situazione della nostra società è difficile. Viene quasi da essere pessimisti:

  • sei italiani su dieci non hanno letto nemmeno un libro lo scorso anno
  • meno della metà degli uomini italiani e solo un terzo delle donne è soddisfatto della sua vita sessuale e sentimentale
  • secondo dati ISTAT il voto che gli italiani danno alla soddisfazione per la loro vita è 6,8. Gli stranieri sono molto più soddisfatti.

La cosa peggiore è che la maggior parte non fa nulla. Aspetta che qualcosa o qualcuno cambi la situazione. Non a caso spendono sempre di più per le lotterie/gratta e vinci, o si iscrivono al prossimo reality sperando di cambiare la propria vita con un miracolo.

Io credo nella fortuna, quella einsteiniana, per la quale è l’occasione che si incontra con la preparazione.

Sono ottimista. Eravamo in tanti questi due week end, tutti a cercare insieme di essere migliori per vivere una vita migliore.

Mi spiace che chi non fa nulla e ci critica è in quantità maggiore. È sempre così. I pionieri, all’inizio, vengono presi per pazzi.

La storia lo dimostra da sempre.

Love on ya!

Claudio

 

 

 

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Partire e ripartire

claudio belotti partenze

Domenica sera, si è concluso il corso “Riparto da zero” dove più di 900 persone hanno preso la decisione di vivere una vita come la vogliono loro. Giovedì ci sarà un’altra edizione, sempre con lo stesso numero di persone con la stessa voglia.

Non so se c’eri o se ci sarai. In ogni caso, penso che valga la pena fare una piccola riflessione insieme perché, se non prendi in mano la tua vita qualcuno altro o qualcos’altro lo farà per te.

Nel corso della nostra esistenza ci sono tante fasi, tante ripartenze, tanti cambi e decisioni da prendere. Alcune decisioni sono sbagliate ma te ne accorgi dopo. Le uniche che sei sicuro sono sbagliate, sono quelle che non prendi perché lasci fare ad altri.

Al corso con Roberto Cerè abbiamo parlato di questo. Abbiamo fatto lo stesso al Master Practitioner in PNL, che stiamo facendo a Milano in questi giorni.

In questo articolo, vorrei condividere con te alcuni passi così, se vuoi, puoi riprendere in mano le cose, che ultimamente a molti stanno sfuggendo.

Primo passo: sognalo/desideralo

La prima cosa da fare è aprirti alla possibilità di poter avere quello che vuoi. Io dico spesso che non hai abbastanza fantasia per immaginare cosa può accadere nella tua vita. Il mio consiglio è: lascia correre la fantasia. Come sarebbe la tua vita se fosse come la vuoi tu? Sognala, desiderala… costa poco. Invece non farlo costa moltissimo, la tua felicità.

Secondo passo: credici

In PNL sappiamo che se sogni e basta, non succede nulla. Devi fare qualcosa per rendere il sogno reale, e per farlo, devi credere che sia possibile. Tu solo puoi mettere i limiti a quello che puoi fare…

Terzo passo: agisci

Solo una cosa porta risultati: l’azione. Fai qualcosa, fallo spesso e con convinzione, sarai sorpreso di quello che succederà.

Quarto passo: circondati

Se vuoi cambiare definitivamente la tua vita, cambia le persone che frequenti. Circondati di persone che sognano, credono e agiscono come te. È il famoso gruppo dei pari, se cambi quello, cambi tutto.

Quinto passo: goditela

A mio avviso è il più importante. Che senso ha fare tutto se poi non sei felice e soddisfatto? L’idea è di avere la vita come tu la vuoi per poterne godere, non per collezionare soldi, case, auto o qualcos’altro.

Noi giovedì torniamo in aula. Sia a “Riparto da Zero” sia all’NLP Master Practitioner.

Due corsi diversi nei contenuti ma simili nell’obiettivo: avere una vita più bella, perché più soddisfacente perché più tua.

Spero tu faccia lo stesso, con noi, con altri o da solo.

Spero che tu ti metta in moto per creare quello che vuoi e goderne.

Love on ya!

Claudio

 

 

 

 

 

 

Modo di porsi

bocce claudio belotti

Abbiamo da poco finito l’NLP Practitioner, il corso di PNL che rimane più nel cuore.

Più passa il tempo e più capisco cosa dice sempre Bandler. La PNL non è una metodica, né una serie di tecniche, (non è stata inventata per vendere, manipolare, avere ragione, cuccare o altro…) è un modo di porsi verso le cose, verso la vita.

L’altro giorno sono andato a correre al parco Sempione. Stava facendo buio, iniziava anche a fare freddo ma io, come molti altri, ero risoluto a muovermi. Ho fatto solo 8 km e, sapendo che molti miei amici avrebbero fatto la maratona di NYC, mi sono sembrati davvero pochi; pensare che ad agosto dopo i primi 800 metri guardavo già quanto avevo fatto, perché volevo fermarmi. Come cambia il modo di pensare!

Nei vari giri del parco ho visto tante persone e tante realtà: fidanzatini che si baciavano, nonni con i nipotini, persone indaffarate, corridori… Mi hanno colpito alcuni pensionati che giocavano a bocce. Due gruppi, in uno dei due c’era questo anziano signore con la bombola d’ossigeno sul carrellino! La portava con sé, per poter respirare attraverso la mascherina che aveva addosso. Uno spettacolo!

Pensavo tra me e me… invece di starsene a casa ad aspettare di passare a vita migliore, eccolo qui a godersela con la sua bombola d’ossigeno. Chissà cosa dicono i suoi figli e parenti. Lo supportano, lo sgridano…? Chissà…

Una delle ragioni per le quali vado a correre è che vorrei evitare la bombola d’ossigeno o altre cose simili. Prima o poi il mio fisico andrà in decadenza, ma vorrei fosse il più tardi possibile.

Ci sono cose che non puoi cambiare, però puoi cambiare come ti poni verso di esse e come le gestisci.

Se mi conosci anche solo un po’ sai che non sono un talebano. Non sono dell’idea di stravolgere tutto adesso.

A mio avviso basta fare poco, ma farlo. Non serve correre la maratona, basterebbe fare le scale invece che prendere sempre l’ascensore. Basta essere attivi invece che passivi.

Se un anziano può andare in giro con la sua bombola d’ossigeno per fare il tifo alla partita di bocce dei suoi amici, tu ed io possiamo sicuramente fare qualcosa di più.

La vita è ingiusta. Lo è anche il mondo e lo sta diventando sempre di più. Purtroppo possiamo fare poco per cambiarlo, ma come detto, almeno possiamo fare qualcosa.

Possiamo cambiare modo di porci, essere proattivi, credere di poter fare la differenza, anche e soprattutto, nelle piccole cose.

Per esempio, le ricerche stanno dimostrando quello che le religioni di tutto il mondo dicono da millenni. Compiere semplici atti di gentilezza, anche verso sconosciuti, aumenta la felicità, la salute e il successo personale.

È vero non risolvi i grandi problemi dell’umanità. Il debito pubblico e la corruzione rimangono; l’inquinamento pure… ma almeno hai fatto qualcosa di buono e ti sei goduto la giornata.

Io terrò sempre a mente quel signore con la bombola sul carrellino. Per me è un grande leader, mi ha mostrato che il modo di porsi può cambiare tutto.

La bombola gli impedisce di giocare ma non di fare il tifo, né di stare con i suoi amici e di godersi la vita che gli rimane.

Spero di imparare bene da questo grande uomo.

Love on ya!

Claudio